I manoscritti non bruciano

La nostra ricerca su “Il Maestro e Margherita” nasce dalla consapevolezza che il romanzo di Bulgakov contenga in sé, profeticamente, tutte le sfide del contemporaneo, quelle che caratterizzano il nostro presente, che, come in ogni opera d’arte immortale e senza tempo, si intuiscono tra le righe e arrivano al nostro io più profondo seguendo strade invisibili. Queste intuizioni ci guideranno in un percorso di ricerca sul contemporaneo come una vecchia lampada ad olio che illumina un mondo di luci al led e realtà digitali. Sotto questa antica luce, ci confronteremo con delle questioni che ci riguardano eppure, nella nostra quotidianità di fruizione immediata e di intrattenimento spietato, rimangono così sepolte da sembrare antiche:
 
Quanto può costare la ricerca del proprio ruolo nella società? Quanta arroganza si rivela nel credersi indiscutibilmente dalla parte dei giusti? E quanta paura esiste nel prendere una decisione che porti fuori dal consenso comune?
 
Nel nostro lavoro proveremo a raccontare la forza dirompente del grande romanzo russo, quell’irruzione improvvisa e surreale di una giustizia divina che scende in Terra a disvelare meschinità, arrivismo e profitti di un’apparente normalità, scatenando il caos. Ogni cosa è possibile, e in questo processo ineluttabile di transizioni e trasformazioni, si compie un continuo ribaltamento della realtà: cosa accadrebbe se fossero i malvagi a parlare di cura e pietà? Se quiete e felicità, e non successo e ricchezza, fossero l'agognato cambiamento offerto dallo stringere un patto con il diavolo?
 
Bulgakov si interroga sul confine tra il bene e il male, sulla possibilità di immaginare un mondo senza ombre. Apparizione è una delle parole chiavi. Per questa ragione il nostro lavoro si concentrerà molto sull’uso della luce, a cui è demandata la definizione della realtà, la proiezione delle cose e delle persone, il loro posto fisico nel mondo.

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Scheda Artistica

ispirato a "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov
coprodotto da Teatro di Anghiari
e con il sostegno de L'istituto di Lingua Russa

con  
Alessandra Chieli, Emilio Barone, Anton de Guglielmo Francesco Petti 
musiche originali Emilio Barone e Francesco Petti
tecnico di scena Stefan Schweitzer
ideazione Alessandra Chieli